la realtà non si lascia attraversare da uno sguardo innocente.
l’oggettività esiste sono nella consapevolezza che ogni nostra percezione è un campo co-creato in una rete di relazioni, interferenze, bias, memoria, pregiudizi, affetti.
Edgar Morin definiva questa condizione come un dialogo continuo tra ordine e disordine, ordine e organizzazione connessi in maniera conturbante alla degradazione e alla dispersione.
L’universo stesso è fatto di sistemi aperti, attraversati da tensioni invisibili, capaci di produrre forme nuove proprio a partire dall’instabilità.
uno dei principi cardine di Glifo è la radicalità della bellezza che nasce nella capacità di tollerare la complessità senza ridurla a schema.
Il gesto dell’architetto può riflettere la struttura aleatoria, cangiante, caotica e meravigliosa dell’Universo: una visione meno lineare della realtà e più vicina ai processi profondi della psiche.