Lo chalet si inserisce nel bosco dolomitico come un cannocchiale abitato rivolto verso il lago. Un involucro continuo in titanio definisce la grande sezione inclinata e protegge due livelli sovrapposti: quello inferiore, più raccolto e privato, e quello superiore, concepito come un unico spazio domestico proiettato verso il paesaggio attraverso la grande facciata vetrata.
Le aperture laterali incidono ritmicamente la copertura e portano nel volume una luce radente, mentre il camino in pietra introduce una presenza verticale, materica, in contrasto con la precisione metallica dell’involucro.
Un rifugio contemporaneo in cui l’architettura restringe lo sguardo per intensificarlo, trasformando il lago, il bosco e il mutare delle stagioni nella vera materia dello spazio.