Il progetto nasce dal recupero di un antico deposito di sale, conservato come nucleo materico e memoria dell’architettura rurale dell’isola.
Attorno alla preesistenza, nuovi volumi puri si intersecano e si sottraggono, costruendo una sequenza di pieni, vuoti, patii e aperture calibrate sul paesaggio.
La pietra locale dialoga con superfici minerali chiare e interni essenziali, mentre il fico secolare diventa elemento ordinatore del progetto e misura del rapporto tra casa e natura.
Orientamento, inerzia termica, ombreggiamento e ventilazione naturale definiscono un funzionamento bioclimatico integrato nell’architettura.
Un minimalismo mediterraneo che richiama e gesti lenti ed eleganza essenziale, in un rapporto di continuità tra forme e paesaggio, preesistenza e nuova costruzione.